Lunedì, 14 Giugno 2021
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Grazie Franz Tunder

Interpretazione barocca? Siamo sicuri? di Omar Caputi. Iniziare un discorso sugli aspetti interpretativi della musica non è mai cosa semplice, se poi si tratta di musica antica ancora più complesso poiché gli esperti o i presunti esperti si sono già espressi in mille documenti in tutte le parti del mondo.

Comunque sia, se è vero che tutti hanno diritto di espressione, perché non scrivere due righe?

Una delle cose che da sempre mi crea dubbi ed è spunto di riflessione, è la pratica ormai diffusa di suonare la musica organistica in manier

a piatta. Cosa intendo per musica piatta è presto detto: la musica di J. S. Bach e suoi contemporanei o predecessori, quando viene eseguita da capo a fondo senza cambi di sonorità.

A sentire il pensiero comune, l’opinione da bar, da strada, l’impressione che viene alla luce è che l’organo sia uno strumento noioso. Già, ma come fa uno strumento, anzi l’unico strumento politimbrico a diventar noioso? Semmai dovrebbe essere noioso un pianoforte, un clarinetto, un flauto?

Proprio da questo punto nasce la mia riflessione.

L’organo è considerato uno strumento noioso dalla gente la quale ne lamenta la monotonia e la noiosità.

Devo purtroppo ammettere che, quando l'organo non è suonato da musicisti ma semplici organisti, anche a me fa questo effetto nonostante sia un professionista.

Potrebbe sembrare apparentemente follia, ma non lo è. A chi piacerebbe ascoltare una persona che si mette a gridare in maniera esagitata per 15 minuti di fila? Penso di poter rispondere, a nessuno.

Nella mia vita credo di aver ascoltato innumerevoli concerti d’organo e in generale tutte le volte che ho ascoltato musica di J. S. Bach, salvo rarissimi casi, ho ascoltato questi organi con la stessa sonorità da capo a fondo del brano, proprio come se l’organo si trasformasse in uno strumento monotimbrico e senza più avere della musica piano, mezzo piano, mezzo forte o forte all’interno del brano musicale. In parole semplici come è possibile proporre a un pubblico di qualunque origine sia, un brano eseguito in organo pleno da capo a fondo?

La musica in organo pleno , semmai fosse necessario, deve essere un eccezione e non la costante, tant’è che J. S. Bach lo indica espressamente solo in due o tre brani. Allora la domanda è : come mai tutti questi organisti, questi musicologi che raramente sanno anche suonare, tutte queste s

cuole di pensiero cosiddette filologiche propongono e consigliano un uso dell’organo così mortificante per la musica, per l’organista e soprattutto per l’uditorio?

Che qualcuno abbia voluto ridurre la magia e il fascino dell’organo e della musica organistica affinché la gente se ne disinteressasse? In fondo anche col canto gregoriano è successo un po’ così, qualcuno ha iniziato a presentarlo come difficile, come poco consono alle assemblee liturgiche, come inadatto perché in una lingua antica, e piano piano il canto gregoriano è stato messo da parte.

Bene allora un po’ di verità omessa, volutamente nascosta oppure semplicemente per ignoranza didattica non trasmessa agli allievi.

Conosci Franz Tunder? Qualcuno mi ha risposto si l’ho già sentito nominare ma non conosco la sua musica.

Già, passa il tempo e scopro che questo Franz Tunder non lo conosce nessuno tra gli addetti ai lavori, tra quelli che si considerano grandi organisti e così grandi che vorrebbero anche essere considerati in quella società che proprio essi hanno allontanato presentando la musica d’organo in maniera così noiosa e monotona.

Bene, Franz Tunder quest’anno compie il quattro centenario dalla nascita, 1614-1667, egli è stato il suocero di un organista più noto di lui e forse, ma è ancora da dimostrare, più virtuoso, Dietrich Buxtehude (Bad Oldesloe o Helsingborg, 1637 – Lubecca, 9 maggio 1707). Tutte le informazioni su Franz Tunder, non sono troppe a dire il vero, le trovate anche attraverso internet e quindi non mi dilungo troppo. Clicca qui sopra.

Franz Tunder, probabilmente anche allievo di Girolamo Frescobaldi per qualche tempo in una Italia maestra, fu organista presso la Marienkirche di Lubecca e alla morte gli succedette proprio il genero Dietrich Buxtehude. Purtroppo questa chiesa fu bombardata nella seconda guerra mondiale e tutto ciò che vi era conservato andò perso, ivi compresi i due organi di Tunder. Il più grande dei due organi disponeva di tre manuali e pedaliera completa con tanto di 32’ già all’epoca di Tunder. Tanto per fare un paragone, in Italia il primo organo a tre manuali arriva all’inizio del novecento, ben trecento anni dopo e ovviamente da noi qualcuno parla di grande cultura organaria italiana, mah. Per correttezza, con trecento anni di ritardo, bisognerebbe soltanto tacere e leccarsi le ferite anzichè spacciare cultura ciò che non lo è.

Veniamo un po’ al dunque e cerchiamo di capire perché le poche musiche di Franz Tunder giunte sino a noi, sono di fondamentale valore e di rilevanza mondiale per poter immaginare come fosse eseguita la musica sull’organo quattrocento anni fa.  Dalla pubblicazione redatta dal prof. Klaus Beckmann si evince che all’epoca di Tunder, di Buxtehude, e quindi di Bach successivamente, la musica veniva eseguita in maniera assai più romantica che barocca, ovvero posso asserire che il buon gusto sia stato tanto nel romanticismo quanto nel barocco e le indicazioni di esecuzione riportate dal prof. Beckmann dalle intavolature alla notazione moderna, sono alquanto disarmanti per la loro veridicità. In una buona esecuzione musicale, il buon senso e il buon gusto musicale non dovrebbero mai venir meno al fine di non tediare il povero ascoltatore.

Di seguito ho pubblicato solo una parte di pagine dell'opera di Franz Tunder, ovviamente per rispetto della casa editrice, ma il mio invito è di andare a recuperare la partitura e farne una profonda analisi. Quanto c'è da imparare in Franz Tunder! Solo attraverso questo percorso è possibile rendere gloria alla musica di J. S. Bach e alla musica antica in generale per non tediare il pubblico con esecuzioni sterili e anti musicali che nulla hanno a che fare con le prassi dell'epoca. Prassi esecutive inventate ad hoc da presunti professoroni di accademia.

Potrei continuare a scrivere un mare di parole, tanti bla bla bla da intellettualoide, ma non è proprio il caso. Osservate con i vostri occhi, analizzate le pagine di seguito e sono certo che vi si aprirà un mondo nuovo, una fonte di riflessione.

Le indicazioni riportate scrupolosamente da Klaus Beckmann del pignolo Franz Tunder rendono bene l'idea del come si dovrebbe suonare la musica su di un organo. Ovviamente tutto questo è scontato per chi possiede buon gusto e buon senso, talmente scontato che compositori come J. S. Bach, gente che scriveva dal mattino alla sera, era persino inutile annotarle in partitura. Queste indicazioni dovrebbero nascere dall'animo umano e quindi perchè scrivere una cosa scontata ... daltronde se voglio andare in macchina non è necessario scrivere: accendere prima dell'uso, è scontato e quindi non si scrive.

 

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