Lunedì, 02 Agosto 2021
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L'ORGANO PIU' ANTICO DELLA COSTA AMALFITANA

 

IN RESTAURO A CAMPINOLA DI TRAMONTI (Sa) L'ORGANO DI CARLO ROSSI DEL 1729. L'ORGANO ATTIVO PIU' ANTICO DELLA COSTA AMALFITANA

E' sorprendente e ammirevole che una piccola comunità della Costa d'Amalfi nei tempi correnti trovi il coraggio e la forza di restaurare il proprio patrimonio artistico. E' la parrocchia di San Giovanni Battista a Campinola di Tramonti, ameno enclave fra i Monti Lattari digradante verso il mare di Maiori e a pochi chilometri da Amalfi e Ravello.

Dopo aver posto mano alla facciata e al pregevole campanile della chiesa che ha origine nel 1200 con vari rimaneggiamenti ma con interessanti opere d'arte, ha avviato il restauro dell'organo di scuola napoletana realizzato dall'organaro Carlo Rossi nel 1729. Con i dovuti permessi delle autorità ecclesiastiche e della Soprintendenza per i beni storici e artistici, il restauro è stato affidato a Giorgio Carrara di Rumo in Val di Non (Trento), molto apprezzato in tutta Italia, ha maturato una profonda esperienza nel restauro degli organi storici, anche napoletani, ed è ottimo conoscitore delle più raffinate tecniche di restauro filologico e critico; inoltre ha offerto ampie garanzie sul recupero delle qualità originarie dello strumento. Proprio come risulta dettagliatamente dall'atto sottoscritto il 15 febbraio 1729 tra lo stesso Carlo Rossi e il notaio Giacinto Ferro e Gio Battista Vicedomini deputati dalla Confraternita di San Nicola per collocarlo nella cappella della stessa nella chiesa parrocchiale.

Dopo un maldestro "restauro" nel 1956 e quelli precedenti ottocenteschi e dei primi del '900, ma pure a causa dell'incuria, lo strumento è giunto ai giorni nostri in precarie condizioni, ma non tali da scoraggiarne il recupero. E infatti sulla spinta di gran parte della popolazione Campinolese e l'entusiasmo del parroco Don Arulappan Jayaraj (per semplicare: padre Giovanni, di origini indiane) con il supporto dell'esperto in organaria e organistica Giancarlo De Marco laureato a Venezia e operativo nella Marca Trevigiana, nel novembre scorso si è passati alla fase esecutiva che dovrebbe concludersi entro giugno, donando alla comunità locale e non solo, presumibilmente il più antico organo funzionante di tutta la Costa Amalfitana.

L'organo, a trasmissione meccanica con un manuale di 45 tasti, 9 registri e 383 canne con usignolo e zampogna, è racchiuso in una preziosa cassa decorata anche con i simboli di San Nicola, riportati pure sulla grande cantoria. I primi interventi confermano la preziosità dello strumento e anche delle parti lignee che, sotto l'attuale decorazione (forse dei primi del 1900) rivela un decoro pittorico di grande raffinatezza e importanza. Considerati i tempi in cui l'organo fu commissionato e costruito, è straordinario che una piccola comunità, sicuramente con molto sforzo economico e tantissima devozione, abbia desiderato profondamente adornare la propria chiesa per rendere miglior grazia al Signore.

La liturgia della Chiesa Cattolica dal 1500 è strettamente legata all’uso dell’organo a canne, strumento che come nessun altro è in grado di sostenere il canto dei fedeli e di contribuire a creare il più profondo raccogliemento e l’autentica elevazione spirituale. Anche Papa Benedetto XVI ha ribadito e raccomandato l’uso dell’organo a canne, entro e fuori dalle celebrazioni Eucaristiche.

Il suono è di gran lunga più bello e armonioso rispetto ai suoni generati da strumenti elettronici che per conclamata affermazione scientifica provocano reazioni di disagio a livello cerebrale e quindi il contrario delle finalità per cui si fa musica in chiesa.

L'organo è emblema di antiche conoscenze artigianali-artistiche meritevoli di essere conservate e tramandate per le generazioni presenti e future. Proprio su questi fondamentali presupposti si poggia la volonta odierna del Parroco, dei collaboratori, del consiglio parrocchiale e il generoso contributo di tutta la comunità, residente a Tramonti o emigrata in largo e lungo per l'Italia e all'estero: onorare l'eredità degli antenati, considerare la memoria storica, prenderne coscienza con orgoglio, rinnovarne il piacere e offrirla al godimento delle generazioni presenti e future. Ancora con sacrificio, ma con esemplare slancio e commovente dedizione.

Sarà una vera festa, propabilmente l'8 luglio prossimo, per l'inaugurazione dell'antico "nuovo" organo (coindice con il venticinquesimo dei voti di Padre Giovanni) e si auspica che possa proseguire a lungo con sentiti e aulici accompagnamenti liturgici e con eventi di organisti e musicisti, non solo del Salernitano e della Campania, per l'elevazione spirituale e l'accrescimento culturale e sociale del territorio.

ANTONIO DE MARCO

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